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"Salerno e-Health": il giorno dopo.

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Salerno, martedì 24 maggio 2011.

Annotazioni.

Sono già passati alcuni giorni dal 1° Convegno Nazionale "Salerno e-Health", e più volte sono andato su Internet alla ricerca di riscontri all' evento, ma ho trovato molto poco.
Allora mi sono anche ricordato che  sabato 21 maggio (purtroppo il venerdì non ho potuto partecipare) nell' Aula "Scozia" era bassa la percentuale di cittadinanza  non addetta ai lavori presente al Convegno, in contrasto con l' invito pubblico ad esso.

Ho inteso come pubblico - come d' altronde mi è stato confermato anche dall' altro  Responsabile scientifico del Convegno -  anche l' invito del dr. Attilio Bianchi a fare rete intorno al progetto "Salerno e-Health", (n.d.r. leggere a fine articolo di ' 1° Convegno Nazionale Salerno e-Healt ').

A questo punto, frastornato, mentre rileggevo sul programma i titoli degli interventi dei vari Relatori e pensavo a tutto il  lavoro e la passione pregressi e  necessari, l' attenzione mi è caduta sulla citazione riportata sullo stesso Programma della lettera di  Seneca a Lucilio, che mi hanno fatto individuare l' essenza, il nodo del problema, e che pertanto ritengo utile  riportare  di seguito, anche nella versione originale, non fosse altro per riassaporare l' armonia e la magnificenza e la dignità di questa nostra antica lingua.

Turpe est non ire sed ferri, et subito in medio turbine rerum stupentem quarere, "huc ego quemadmodum veni?".

E' vergognoso non avanzare ma essere trascinati e , trovandosi improvvisamente in mezzo alla tempesta degli eventi, chiedersi stupiti "come mai sono finito quì?"

La responsabilità individuale.

Ricordo di aver letto da qualche parte: "Non esistono nè colpevoli, nè innocenti: solo livelli diversi di responsabilità".

Ora, nonostante non c' è più tempo per nulla, e tutti andiamo di fretta per andare non so dove, di fronte alla Sofferenza - che non è certo sia solo altrui - si pone l' obbligo morale  di una responsabilità individuale, correlata al ruolo, maggiore per medici, specialisti, manager del mondo della Sanità, studiosi, ricercatori, ecc, ma  certamente non nulla per tutti gli altri.

Mi sembra già di vedere la faccia sorpresa di tanti mentre esclamano: ma noi che cosa possiamo fare?

Ho già scritto qualcosa al riguardo nel mio articolo ' Dinosauri alla riscossa ', su questo sito; in particolare, penso a tutti i medici in pensione, nonchè a tutti coloro che hanno operato nel pianeta Sanità: risorse umane inimmaginabili!

E poi, non dimentichiamoci che esistono persone, magari anche non istruite, ma dotate del dono della cretivività e/o delle leadership, capaci - se folgorate sulla via di Damasco - di trrovare scorciatoie geniali e soluzioni brillanti a problemi anche complessi.

Conclusione.

Sopratutto, il problema Salute non può essere demandato ad altri. E' un problema comune, di cui tutti dobbiamo interessarci, e su cui dovremo prendere decisioni sempre più importanti e sempre più globali. Ecco il semplice motivo per cui tutti - dico tutti - dobbiamo stare in rete, in modo che le soluzioni siano quelle giuste a vantaggio del paziente. Cioè, non trovarsi nella condizione di dover dire: "huc ego quemadmodum veni?".
Quindi, per cominciare, dichiariamo subito la nostra disponibilità a entrare in rete ( ruggi.network@sangiovannieruggi.it )

l' admin Zeferino Siani


Last Updated on Saturday, 20 August 2011 07:32  

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